Storia

Il Consorzio “Antiche Botteghe” è stato costituito nel dicembre 2006 con lo scopo di organizzare la partecipazione degli operatori economici alle iniziative di riqualificazione e valorizzazione dell’area di Piazza Mercato.
E’ aperto a tutti gli operatori commerciali ed artigiani, appartenenti a qualsiasi settore merceologico, operanti all’interno dell’area identificata.
Dopo aver rilevato i fabbisogni degli operatori commerciali il Consorzio ha elaborato una proposta di recupero urbano e di sviluppo integrato dell’area di Piazza Mercato sulla base delle seguenti direttrici:

  • Il sistema commerciale di Piazza Mercato è storicamente interconnesso al sistema commerciale e produttivo del Borgo Orefici, costituendo l’unicum architettonico, culturale e commerciale della cosiddetta  Città bassa.
  • La Città bassa con la sua posizione baricentrica rispetto al Centro Antico, al porto di Napoli e alle principali vie di trasporto e di comunicazione rappresenta la naturale porta d’ingresso al Centro Antico, oltre che la location ideale per lo sviluppo dei servizi e delle attività di accoglienza per l’intero Centro storico.
  • La Città bassa  presenta una stretta interrelazione commerciale con i sistemi del Centro Antico di Napoli in relazione a tutto ciò che è legato alle cerimonie (dal gioiello, al corredo, all’abito da sposa, alle bomboniere, al sistema casa, etc.) caratterizzandosi come Polo delle cerimonie.
  • Lo sviluppo turistico – culturale dell’Area di Piazza Mercato si basa principalmente su due direttrici: il circuito delle chiese della città bassa (Carmine, Santa Croce al Mercato,  Sant’Eligio, San Giovanni a Mare, San Giovanni in Corte e Porto Salvo) e   il Palazzo delle Arti e della Letteratura che verrà realizzato nel Complesso di Sant’Eligio in occasione del Forum delle Culture del 2013.
  • L’ampia disponibilità di immobili, privati e pubblici, attualmente inutilizzati consente la loro rifunzionalizzazione ad uso pubblico, sociale, culturale e di rivitalizzazione produttiva. In particolare considerate le vocazioni e le tradizioni dell’area (sartoriale, del ricamo, della tappezzeria), tali edifici potrebbero essere utilizzati quali sedi di:

–         Centri di formazione dei mestieri artigiani

–         Museo didattico delle arti tipografiche

–         Incubatore dell’artigianato tessile per la ricostruzione del tessuto produttivo locale

–         Centri espositivi permanenti delle produzioni tipiche locali.

Tale proposta di sviluppo è stata sottoposta all’amministrazione comunale ed è  in corso di attuazione.