Vincenzo Canzanella e l’arte dei costumi di scena

Particolare di un abito di scena

Particolare di un abito di scena

Se la moda è lo sviluppo estetico dei cambiamenti in atto nella società, il teatro ne riassume l’essenza riproponendo tra balletti, liriche e scene recitate i costumi che hanno segnato il gusto di epoche storiche e territori geografici differenti. Vicenzo Canzanella ne sa qualcosa. Tra incantevoli stoffe, pizzi e merletti, lo storico costumista napoletano veste da circa sessant’anni le star del palcoscenico internazionale.

La sua storia ha inizio nel 1954 quando, appena iscrittosi all’Istituto d’arte, lascia gli studi per lavorare con la prima sartoria teatrale napoletana “Maria Consiglio Fashion” dalla quale ha appreso tutti i segreti del mestiere. «Mi sono trovato in quest’ambiente un po’ per caso ma soprattutto per la necessità di lavorare sin da ragazzino. Dal primo momento ho lavorato sodo e con calma, amore e disciplina mi sono impadronito degli strumenti necessari per poter tirare fuori la mia creatività».

Il primo lavoro con Maria Consiglio è un abito per Ingrid Bergman sotto la regia di Rossellini; seguono i costumi per l’Aida all’Arena Flegrea, gli abiti di scena per tutti gli spettacoli preferiti di De Filippo, gli abiti realizzati su disegni di Renato Guttuso, che lui stesso definì “ il fantasma dei miei bozzetti che camminano”.

Nel 1975 avviene la svolta. La proprietaria dell’atelier decide di trasferirsi a Siena e Canzanella rileva l’attività cambiando il nome in CTN 75 (costumi teatrali Napoli 1975). Da allora tantissime richieste e commissioni importanti: il Teatro Regio di Parma, L’Opera Lirica Siciliana, il San Carlo ma anche scenari internazionali come Pechino, Montecarlo, Luxor, Madrid. « Ho realizzato costumi principalmente per il teatro e il cinema ma ho vestito anche le famiglie più facoltose di Napoli, cucito abiti di alta moda per nobili e regali. Ricordo con piacere la commissione per gli abiti della regina Astrid di Danimarca e soprattutto la realizzazione di dodici vistiti uguali per le dodici mogli del re dell’Arabia Saudita, Ibn Saud». Gli abiti di Canzanella ancora oggi vengono eseguiti con la perizia tecnica e la cura artigianale di un tempo; dal bozzetto alla sartoria, alla passamaneria, tutto è realizzato a mano e unito a una profonda conoscenza dei tessuti e dei tagli di ogni epoca storica.

Il suo Atelier a piazza S. Eligio 7 raccoglie ben 15.000 costumi, alcuni dei quali indossati da Maria Callas, Carla Fracci e Massimo Troisi. I costumi, ancora in fase di catalogazione, saranno divisi per genere(maschile-femminile), epoca e collocazione geografica. L’intento è quello di creare un vero e proprio Museo del Costume internazionale, progetto che si inserisce perfettamente nel più ampio disegno, portato avanti dal “Consorzio Antiche Botteghe”, di riqualificazione del quartiere del Mercato, storica zona di Napoli un tempo come oggi dedita al commercio, alla produzione artigianale di tessuti e realizzazione di prodotti fashion legati alla moda e all’arredo.